download flash player
storia
Occorre riavvolgere settanta anni di storia per trovare gli albori di ABG, il più antico negozio di abbigliamento, stoffe e intimo di Riccione. Sempre ubicato lì, al civico 13 di Viale Dante dove allora, anno 1934, c'era solo sabbia. Di lì a poco sarebbero arrivati i primi villeggianti milanesi e romani, antesignani di un mito vacanziero che si sarebbe alimentato per decenni.
Tra loro, Gabriele D'Annunzio e soprattutto Benito Mussolini che fece di questa cittadina il suo quartier generale estivo. In quei tempi, un manipolo di pionieri, armati di un misto di capacità intellettiva, abnegazione, e lungimiranza imprenditoriale forgiava il mito turistico di Riccione, e la civiltà dell'accoglienza tuttora suo marchio di fabbrica.

Tra questi Antonio Mantellato, classe 1906, bolognese di nascita, cresciuto alla scuola de "I Tre Mondi", sartoria affacciata su Piazza Maggiore, da dove le frustate dei cocchieri facevano partire carrozze che recapitavano a domicilio i preziosi abiti cuciti a mano.
Il giovane Mantellato, certo inconsapevole di salire sul treno di un viaggio generazionale che, attraverso le figlie Maria Rosa e Adelaide sarebbe giunto ai nipoti Giovanni e Valeria, accettò nell'estate del '32 una scommessa rischiosa ma stimolante. Gestire un piccolo negozio estivo nella Riccione degli esordi, con tremila lire in tasca prestati dalla matrigna e prontamente restituiti a settembre. Beh, si sarà detto, allora tanto vale provarci sul serio. Un'altra estate di prova e poi, armi e bagagli in riviera, nasce ABG.

Da allora, da quella "belle epoque" che la guerra schiaffeggiò con violenza, ABG è stata protagonista della rinascita del dopoguerra, con il mito della notte, la scoperta del weekend, le rotonde sul mare, e, ça va sans dire, Viale Ceccarini. Riccione quindi capitale della moda, laboratorio delle tendenze destinate a diventare costume, la Carnaby Street di casa nostra.

Sempre mutevole nell'accontentare le schiere di affezionati di tutta Europa, oggi, 2007, ABG diventa ABG Market dal 1934, completando un percorso professionale nel quale la famiglia Mantellato ridefinisce il concetto di boutique. L'offerta merceologica dei migliori brand internazionali in un concept store, progettato dall'architetto Marco Lucchi su due livelli, con un giardino interno, in un percorso fatto di marmi, stoffe rosso cardinale, stucchi bianchi e colori tra il bronzo e il nero. Un habitat nel quale cullare il visitatore, nobilitato dall'opera "Accordi di luce" del Prof. Moreno Bondi, accademico alle Belle Arti di Roma.